Il labirinto - Jorge Luis Borges

Zeus non potrebbe sciogliere le reti

di pietra che mi stringono. Ho scordato

gli uomini che fui; seguo l’odiato

sentiero di monotone pareti

ch’è il mio destino. Dritte gallerie

che si incurvano in circoli segreti,

passati che sian gli anni. Parapetti

in cui l’uso dei giorni ha aperto crepe.

Nella pallida polvere decifro

orme temute. L’aria m’ha recato

nei concavi crepuscoli un bramito

o l’eco d’un bramito desolato.

Nell’ombra un Altro so, di cui la sorte

è stancara le lunghe solitudini

che intessono e disfanno questo Ade

e bramare il mio sangue, la mia morte.

Ci cerchiamo l’un l’altro. Fosse almeno

questo l’ultimo giorno dell’attesa.

4 Responses to “Il labirinto - Jorge Luis Borges”

  1. Bella, me la stampo!

  2. Davvero molto bella :)

  3. non l’ho capita

  4. l’ho capita

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