Poesie

Parole viventi

Invocazione alla mummia – Antonin Artaud

Queste narici di pelle e d’ossa
dove iniziano le tenebre
dell’assoluto e il dipinto di queste labbra
che tu chiudi come un tendaggio

E quest’oro che ti scivola in sogno
spogliandoti la vita delle ossa
e i fiori di questo sguardo finto
da cui raggiungi la luce

Mummia le mani affusolate
ti rivoltano i visceri,
queste mani in cui l’ombra spaventosa
prende figura d’uccello

Tutto ciò di cui s’adorna la morte
come per un rito vago,
queste chiacchiere d’ombra e l’oro
in cui nuotano i tuoi neri visceri

E’ là che ti raggiungo,
lungo la strada calcinata di vene
e il tuo oro è come le mie pene,
peggiore testimone e più sicuro.

 

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Faccio altro – Michele Pecora

“Non ti dilungare con discorsi interminabili

ma cerca di riassumere i concetti più probabili

il mondo non ti giudica per quel che sei davvero

ma per quello che hai in tasca se sei buono o sei cattivo

nessuno si ricorderà di te se sei normale

ma fai qualcosa di diverso e allora sei geniale

come quel tale che cantava sempre delle…. donne.. tu tu tu

non sa i comandamenti e non ha avuto mai condanne

metti tutto quello che possiedi in un reality

affetti figli mogli e delle storie un pò improbabili

da un uomo della strada sarai un personaggio noto

non so per quanto tempo ma è uno scherzo e dura poco

è tutto nella logica ci vogliono gli insulti

la qualità non premia ciò che premia son gli ascolti

come quel tale che diceva sempre… state boni…

con le disgrazie e i comici ne han fatte trasmissioni

E io meno male che ora voglio bene a te

che sei normale come tanta gente che

non ha bisogno d’essere come non è

per vivere ed innamorarsi come me

Nessuno in fondo è un genio e tutti siamo un pò incompresi

quelli che vanno avanti e quelli che si sono arresi

l’alternativo a tuti i costi e il finto acculturato

se non sai fare altro puoi provare col teatro

lo vedo come un insaziabile contenitore

c’è dentro tutto tranne che il talento dell’attore

come quel tale che dice: di Gaber son l’erede,

la cosa più drammatica è che sembra che ci crede…

viviamo di speranze mal comune e mezzo gaudio

ma per salvare il festival ci vuole Pippo Baudo

la musica leggera non è un bene indispensabile

ne puoi anche fare a meno leggere è più consigliabile

non fare niente sembra sia il sinonimo di artisti

non essere affidabili vuol dire musicisti

a chi ti chiede tu che fai il dottore in banca o il sarto

devi rispondere sempre mi dispiace……… faccio altro

e io meno male che ora voglio bene a te

che sei normale come tanta gente che

non ha bisogno d’essere come non è

per vivere ed innamorarsi come me “

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Non esistono amori felici – Aragon

Niente per l’uomo è mai definitivo Non la sua forza
non la debolezza né il suo cuore E quando crede
di aprire le braccia la sua ombra è una croce
e quando vuole stringere la sua felicità la sbriciola
uno strano doloroso divorzio è la sua vita
Non esistono amori felici

La sua vita è come quei soldati disarmati
per altro scopo un tempo equipaggiati
a cosa può servire il loro alzarsi di buon ora
per ritrovarsi a sera disoccupati incerti
dite queste parole La mia vita E trattenete il pianto
Non esistono amori felici

Mio bell’amore amore caro mio strazio
ti porto in me come un uccello ferito
e quelli senza saperlo ci guardano passare
ripetendo dietro di me le parole che ho intrecciato
e che per i tuoi grandi occhi subito morirono
Non esistono amori felici

E’ troppo tardi ormai per imparare a vivere
piangano insieme nella notte i nostri cuori
quanta infelicità per la più piccola canzone
quanti rimorsi per scontare un fremito
quanti singhiozzi per un’aria di chitarra
Non esistono amori felici

Non c’è amore che non dia dolore
non c’è amore che non ferisca
non c’è amore che non lasci il segno
e non meno l’amore di patria che l’amore per te
non c’è amore che non viva di pianto
Non esistono amori felici
ma per noi due c’è il nostro amore

Archiviato in:Aragon, Felicità, amore, infelicità

La linea d’ombra – Jovanotti

la nebbia che io vedo a me davanti
per la prima volta nella vita mia mi trovo
a saper quello che lascio e a non saper immaginar quello che trovo
mi offrono un incarico di responsabilità
portare questa nave verso una rotta che nessuno sa
è la mia età a mezz’aria
in questa condizione di stabilità precaria
ipnotizzato dalle pale di un ventilatore sul soffitto
mi giro e mi rigiro sul mio letto
mi muovo col passo pesante in questa stanza umida
di un porto che non ricordo il nome
il fondo del caffè confonde il dove e il come
e per la prima volta so cos’è la nostalgia la commozione
nel mio bagaglio panni sporchi di navigazione
per ogni strappo un porto per ogni porto in testa una canzone
è dolce stare in mare quando son gli altri a far la direzione
senza preoccupazione
soltanto fare ciò che c’è da fare
e cullati dall’onda notturna sognare la mamma… il mare.

Mi offrono un incarico di responsabilità
mi hanno detto che una nave c’ha bisogno di un comandante
mi hanno detto che la paga è interessante
e che il carico è segreto ed importante
il pensiero della responsabilità si è fatto grosso
è come dover saltare al di là di un fosso
che mi divide dai tempi spensierati di un passato che è passato
saltare verso il tempo indefinito dell’essere adulto
di fronte a me la nebbia mi nasconde la risposta alla mia paura
cosa sarò? dove mi condurrà la mia natura?
La faccia di mio padre prende forma sullo specchio
lui giovane io vecchio
le sue parole che rimbombano dentro al mio orecchio
“la vita non è facile ci vuole sacrificio
un giorno te ne accorgerai e mi dirai se ho ragione”
arriva il giorno in cui bisogna prendere una decisione
e adesso è questo giorno di monsone
col vento che non ha una direzione
guardando il cielo un senso di oppressione
ma è la mia età
dove si guarda come si era
e non si sa dove si va, cosa si sarà
che responsabilità si hanno nei confronti degli esseri umani che ti vivono accanto
e attraverso questo vetro vedo il mondo come una scacchiera
dove ogni mossa che io faccio può cambiare la partita intera
ed ho paura di essere mangiato ed ho paura pure di mangiare
mi perdo nelle letture, i libri dello zen ed il vangelo
l’astrologia che mi racconta il cielo
galleggio alla ricerca di un me stesso con il quale poter dialogare
ma questa linea d’ombra non me la fa incontrare.
Mi offrono un incarico di responsabilità
non so cos’è il coraggio se prendere e mollare tutto
se scegliere la fuga od affrontare questa realtà difficile da interpretare
ma bella da esplorare
provare a immaginare come sarò quando avrò attraversato il mare
portato questo carico importante a destinazione
dove sarò al riparo dal prossimo monsone
mi offrono un incarico di responsabilità
domani andrò giù al porto e gli dirò che sono pronto a partire
getterò i bagagli in mare studierò le carte
e aspetterò di sapere per dove si parte quando si parte
e quando passerà il monsone dirò “levate l’ancora
diritta avanti tutta questa è la rotta questa è la direzione
questa è la decisione.”

Siti consigliati

www.corsointernet.com

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E penso a te – Battisti – Mogol

Io lavoro e penso a te
torno a casa e penso a te
le telefono e intanto penso a te
Come stai? E penso a te
Dove andiamo? E penso a te
Le sorrido abbasso gli occhi e penso a te
Non so con chi adesso sei
non so che cosa fai
ma so di certo a cosa stai pensando
è troppo grande la città
per due che come noi
non sperano però si stan cercando cercando
Scusa è tardi e penso a te
ti accompagno e penso a te
non son stato divertente e penso a te
sono al buio e penso a te
chiudo gli occhi e penso a te
io non dormo e penso a te

Archiviato in:Mogol, amore, lontananza

Tieni sempre presente – Madre Teresa di Calcutta

Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni.

Però ciò che é importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito e` la colla di qualsiasi tela di ragno.

Dietro ogni linea di arrivo c`e` una linea di partenza.
Dietro ogni successo c`e` un`altra delusione.

Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca cio` che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite…
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.

Non lasciare che si arruginisca il ferro che c`e` in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.

Quando a causa degli anni
non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Pero` non trattenerti mai!

Siti consigliati

www.iluoghidellafede.com

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Gocce di memoria – Giorgia -

Sono gocce di memoria
Queste lacrime nuove
Siamo anime in una storia
Incancellabile
Le infinte volte che
Mi verrai a cercare nelle mie stanze vuote
Inestimabile
E’ inafferrabile la tua assenza che mi appartiene
Siamo indivisibili
Siamo uguali e fragili
E siamo già così lontani
Con il gelo nella mente
Sto correndo verso te
Siamo nella stessa sorte
Che tagliente ci cambierà
Aspettiamo solo un segno
Un destino, un’eternità
E dimmi come posso fare per raggiungerti adesso
Per raggiungerti adesso, per raggiungere te
Siamo gocce di un passato
Che non può più tornare
Questo tempo ci ha tradito, è inafferabile
Racconterò di te
Inventerò per te quello che non abbiamo
Le promesse sono infrante
Come pioggia su di noi
Le parole sono stanche, ma so che tu mi ascolterai
Aspettiamo un altro viaggio, un destino, una verità
E dimmi come posso fare per raggiungerti adesso
Per raggiungerti adesso, per raggiungere te

Archiviato in:poesia

Di sole e d’azzurro – Giorgia -

Voglio parlare al tuo cuore
Leggera come la neve
Anche i silenzi lo sai, hanno parole

Dopo la pioggia ed il gelo
Oltre le stelle ed il cielo
Vedo fiorire il buono, di noi
Il sole e l’azzurro
Sopra i nevai

Vorrei illuminarti l’anima
Nel blu dei giorni tuoi più fragili, io ci sarò
Come una musica, come domenica
Di sole e d’azzurro

Voglio parlare al tuo cuore
Come acqua fresca d’estate
Far rifiorire quel buono di noi
Anche se tu, tu non lo sai

Vorrei illuminarti l’anima
Nel blu dei giorni tuoi più fragili, io ci sarò
Come una musica, come domenica
Di sole e d’azzurro

Vorrei liberarti l’anima, come vorrei
Nel blu dei giorni tuoi e fingere che ci sarò
Che è sempre musica, sempre domenica
Di sole e d’azzurro

Voglio parlare al tuo cuore
Voglio vivere per te
Di sole e d’azzurro

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Strano il mio destino

Strano il mio destino che mi porta qui
A un passo dal tuo cuore senza arrivare mai
Chiusa nel silenzio sono andata via
Via dagli occhi, dalle mani, da te
Che donna sarò
Se non sei con me e se ti amerò
Ancora e di più strano il mio destino
Mi sorprende qui
Qui ferma a non capire
Dove voglio andare
Se tutto quell’amore
Io l’ho soffiato via
Ma fa male non pensare a te
Che donna sarò se non sei con me
E se ti amerò Ancora e di più io non ti perderò
Oltre il tempo e le distanze andrò
Più vicino a te volando al cuore gli parlerò di me e resterò
Per non lasciarti più, per non lasciarti più
E’ chiaro il mio destino
Mi riporta qui a un passo dal tuo amore
Io ti raggiungerò
Proverò a gridare e forse sentirai
La mia voce che ti chiama se vuoi
Che donna sarò se non sei con me
E se ti amerò ancora e di più
Io non ti perderò
Oltre il tempo e le distanze andrò
Più vicino a te volando al cuore
Gli parlerò di me e resterò
Per non lasciarti più, per non lasciarti più

Archiviato in:amore, cuore, destino, lontananza

Con gli occhi di un bambino – Eros Ramazzotti

Il mondo visto con gli occhi di un bambino
è un grande circo
in un giorno pieno si sereno
ed è così che guardo te
con quella stessa intensità
e con il viso acceso di curiosità
e mi ricordo un magico natale
il nuovo gioco
che quasi non volevo toccare
ed è così che vedo te
e con la stessa meraviglia
ho spalancato il mio
sguardo su di te
io, io sai, non parlo molto
ma i miei occhi, il mio volto
dicono le cose che nessuna voce può spiegare
se capisci mi conosci
e potrai trovarmi meglio
nelle mie infinite solitudini
se voglio un po’ nascondermi
distendermi
capelli d’oro passava ogni mattina
e avevo dentro
un tuono mai sentito prima
ed è così che sento te
con quell’identica poesia
con quell’ingenuità
che ancora è un poco mia
io, io sai, non parlo molto
io se mai, se vuoi, ti ascolto
dimmi le parole che coi miei silenzi van d’accordo
se capisco, ti conosco
e saprò trovarti quando
dalle mie profonde solitudini riemergo
per un attimo
un attimo
se mi capisci, già mi conosci
e potrai trovarmi meglio
nelle mie infinite solitudini
se voglio un po’ nascondermi
distendermi
proteggermi

Archiviato in:Ramazzotti, amore, incontro, stupore

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